Fulvio Bianconi

Padova, 1915 - Milano, 1996

Dopo il trasferimento della sua famiglia a Venezia, inizia a lavorare sin da giovanissimo come disegnatore di vetri per un laboratorio in Madonna dell’Orto. In seguito svolge svariati mestieri, sempre sfruttando le sue innate doti per il disegno. Nell0immediato dopoguerra realizza per conto dela Gi.Vi.Emme una serie di flaconi di profumo. Recatosi a Murano allo scopo di documentarsi, vi incontra Paolo Venini, il quale intuisce subito le potenzialità espressive del giovane artista e lo chiama presso di sè. Uno dei primi prodotti, frutto di questa collaborazione, è il famoso vaso “fazzoletto”, divenuto in breve tempo uno dei simboli della Venini del dopoguerra. Seguono le figure della “Commedia dell’Arte”, presentate alla Biennale di Venezia nel 1948, tutta la serie dei pezzati e dei vasi a inclusioni, che rappresentano uno dei maggiori successi alla Triennale di Milano del 1951. Sin da allora, comunque, Fulvio Bianconi non disdegna l’attività di designer indipendente, esponendo in mostre personali opere prodotte per conto proprio. Nel 1950 presenta alla Galleria del Naviglio di Milano una serie di vasi realizzati per lui da due fra i migliori maestri della Venini, detti Boboli e l’Ermete, e nel 1958, ancora a Milano, alla Galleria Danese, con pezzi eseguiti dalla Fornace dei Maestri di Gino Mazzega, da Ermanno Toso e Bon. Sempre per Danese, segue un anno più tardi una serie limitata di oggetti. All’inizio degli anni sessanta lavora per la Vistosi, sotto la cui firma viene premiato alla Triennale di Milano del 1963 per un vaso cilindrico a fasce spiraliformi. Ancora una volta, nel 1965, presta la sua opera alla Venini eseguendo la serie di vasi “Informali” che riprendono il tema, a lui caro, della figura femminile. In seguito, lavora ancora autonomamente presso altre fornaci, a Murano e anche all’estero, a Hergiswil in Svizzera, nel 1980. Continua a occuparsi di progettazione in campo vetrario disegnando una serie di pezzi per Venini nella seconda metà degli anni ottanta.

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