Venini

Il nome Venini appare per la prima volta sulla scena muranese nel 1921, unito a quello di Cappellin. La fornace, Cappellin Venini & C. nasce dall’idea di due personaggi atipici del settore, Giacomo Cappellin, antiquario veneziano, e Paolo Venini, avvocato milanese. Primo direttore artistico è il pittore Vittorio Zecchin il quale trova spunto nei modelli classici del Quattrocento e Cinquecento per una produzione senza decorazioni superflue e pura, usando color trasparenti molto tenui.
Nonostante il successo ottenuto, la società si divide per contrasti tra i soci, nel 1925, da cui nasce la Vetri Soffiati Muranesi Venini & C.
Alla direzione artistica della nuova Venini viene chiamato lo scultore Napoleone Martinuzzi, a cui si ricollega la creazione di un nuovo tipo di vetro, il pulegoso. Il suo grande contributo alla notorietà della vetreria termina nel 1932. Acquisita dimestichezza con il vetro è Paolo Venini a prendersene carico, insieme con l’amico Tomaso Buzzi. Dopo poco, comincia anche la collaborazione di Carlo Scarpa, figura chiave nella storia della Venini. Un’altra scelta vincente di Paolo Venini è nel 1935, quella di avvalersi della collaborazione della ceramista svedese, Tyra Lundgren, di cui ricordiamo le figure di animali e foglie. Carlo Scarpa inventa nuove tecniche che comportano una vera e propria rivoluzione creativa: vanno ricordati i sommersi, i corrosi, i tessuti, i battuti, i granulari, le nuove murrine. Anticipando l’esplosione di creatività degli anni ’50 disegna i vasi a pennellate, a fili e zigrinati. Carlo Scarpa termina la collaborazione con la Venini nel 1947 per dedicarsi completamente all’attività di architetto. Dopo una breve collaborazione di Gio Ponti che disegna nuove linee di oggetti per la casa, alla Biennale di Venezia del 1948 sono presentati nuovi vetri progettati dal giovane artista Fulvio Bianconi. Nel 1951 alla Triennale di Milano, ottengono grande riscontro i vasi pezzati, a fasce, a inclusioni.
Nel tempo le collaborazioni con artisti da tutto il mondo si moltiplicano, tra questi si ricordano E. Berman, Ken Scott, Lyn Tyssot.
Nel 1959 muore Paolo Venini. Alla direzione dell’azienda gli succede il genero Ludovico Diaz de Santillana che riesce a dare continuità allo spirito di innovazione e di ricerca che anima l’attività della Venini. Negli anni ’60 sono due le figure nuove di maggior spicco: una è il giovane Toni Zuccheri (famoso per il suo Bestiario) e il finlandese Tapio Wirkkala. Da non dimenticare anche le collaborazioni con Thomas Stearns, Mario Ticcò e Tobia Scarpa.
Nel 1972 un grave incendio colpisce gli uffici della fabbrica in cui vanno distrutti i campioni e prototipi fino ad allora conservati, così come l’archivio. Il danno per l’azienda è particolarmente grave, ma col tempo e nuove risorse, la Venini riesce a risollevarsi e ancora oggi è la più importante vetreria muranese che segue e anticipa l’evolversi del design moderno, in stretto contatto con i più importanti architetti e artisti dei nostri giorni.

Rita Fancsaly - 20th 21st Century Design - Via Brera, 6 - 20121 Milano Italy - P.I. 04073060966